La vicenda di Livia Gereschi si svolge nella campagna tra Lucca e Pisa, durante l'occupazione nazista. Ecco in sintesi i fatti: all' alba del 6 Agosto del 1944, le SS arrivano alla Romagna (così si chiama la zona in cui accadono gli avvenimenti di cui parliamo) da tre strade diverse, da Lucca, da Ripafratta e da Molina di Quosa. Lanciano razzi bengala per far luce e, tra spari e urla, fanno uscire la gente dalle capanne nelle quali si è rifugiata, bruciano tutto con i lanciafiamme e cominciano a radunare gli uomini in una località chiamata Focetta.Tre uomini, nel fuggi fuggi generale, vengono uccisi a colpi di mitra, mentre le donne che hanno cercato di nascondere gli uomini sotto la paglia o che hanno tentato di coprire una giovane partoriente, vengono incolonnate insieme con i propri bimbi. Livia Gereschi, giovane insegnante che conosce il tedesco, interviene in difesa degli sfollati, spiegando al comandante che non sono partigiani, bensì famiglie che si sono rifugiate sui monti per sfuggire ai bombardamenti degli Alleati. Ottiene così di far rilasciare donne e bambini, ma non gli uomini e lei stessa viene incolonnata insieme a loro e portata via. A Ripafratta, i prigionieri vengono divisi in due gruppi: uno di "abili al lavoro" che viene condotto a Lucca e poi inviato in Germania, l'altro, costituito da 69 persone tra le quali si trova anche Livia Gereschi, viene costretto a proseguire a piedi fino alla scuola elementare di Nozzano, vicino a Lucca, dove si trova il quartier generale di Von Simon, il comandante delle SS. Qui i prigionieri trascorrono quattro lunghi orribili giorni, durante i quali molti di loro, forse anche Livia Gereschi, vengono torturati. La mattina dell'11 Agosto alcuni di essi sono portati in località Pancone, altri Livia Gereschi è tra loro- in una località del comune di Corsanico, chiamata Sassaia e ammazzati a colpi di mitragliatrice. Ma la storia, anche la più tragica, a volte riserva degli imprevisti: Oscar Grassini, un uomo del gruppo condotto a Pancone, viene fucilato e ferito in maniera grave, ma non letale. Nessuno, però, s'accorge che è ancora vivo… Sarà soccorso dalla Croce Rossa e condotto fino all'ospedale di Lucca, dove gli verrà curato alla meglio il braccio destro e amputata, purtroppo, una gamba. Ed è proprio grazie ad Oscar Grassini e ad altri “testimoni del tempo”, che i bambini del nostro Istituto hanno potuto conoscere questa parte della storia e l' episodio che rivela la grandezza di Livia Gereschi.